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Paragrafo 4 . Cristiani e musulmani in Medio Oriente.

     
I  cavalieri  cristiani  riuscirono a  conquistare  tutta  la  fascia
costiera  medio-orientale, dall'Asia Minore ai  confini  dell'Egitto.
Ignorando  la  promessa  fatta ai bizantini di  restituire  le  terre
conquistate, essi vi instaurarono un'organizzazione di tipo  feudale,
dando vita al regno di Gerusalemme - assegnato a Goffredo di Buglione
e, dopo la morte di questi, al fratello Baldovino, re di Fiandra -  e
a  una moltitudine di stati vassalli (il principato di Antiochia,  la
contea  di  Edessa,  la  contea di Tripoli ed altri  minori).  Questi
ultimi  raggiunsero in breve tempo un'autonomia tale da produrre  una
situazione  di completa anarchia. Le stragi di islamici  e  di  ebrei
perpetrate  dai crociati nelle prospere citt della costa provocarono
l'esodo  forzato di una parte consistente della laboriosa popolazione
artigiana e mercantile di religione musulmana, impoverendo dal  punto
di vista demografico ed economico i territori conquistati.
     Le  principali citt marinare italiane - Venezia, Genova e  Pisa
-,  che  ormai  detenevano  il monopolio  del  commercio  navale  nel
Mediterraneo,  in  un  primo  tempo  si  mostrarono  poco  entusiaste
dell'impresa   crociata   in  Oriente,  che   sconvolgeva   equilibri
mercantili  a  loro  favorevoli. Tuttavia, visto  il  successo  della
spedizione,   e  dietro  la  sollecitazione  papale,   queste   citt
cominciarono a sostenere logisticamente i crociati. In cambio del pur
tardivo  appoggio  ottennero il privilegio di  impiantare  nei  porti
principali in mano ai crociati - Antiochia, Beirut, Acri,  gi  scali
di  importanti  rotte  mercantili  provenienti  dall'Asia  -  colonie
autonome  ed  indipendenti, che divennero luoghi  privilegiati  dello
scambio  commerciale  fra Oriente ed Occidente. Gli  uomini  d'affari
italiani  conseguirono cos un innegabile vantaggio  dalle  conquiste
crociate,  ma   tuttavia da respingere l'idea che la  potenza  delle
citt   marinare   fosse   stata  originata   dalle   crociate:   gi
precedentemente  i  loro mercanti frequentavano  i  porti  del  Medio
Oriente  e  dell'impero  bizantino, e le loro navi  battevano  quelle
saracene  spingendosi a compiere razzie perfino nei rifugi  musulmani
dell'Africa del nord.
     Un  problema  essenziale sorto dopo la conquista  dei  territori
cristiani  fu  quello  della loro difesa: ma i  feudatari,  cui  tale
difesa  era  affidata,  erano  una forza eterogenea  e,  soprattutto,
instabile,    perch   una   volta   compiuta   la   loro    missione
"rigeneratrice", venivano riassorbiti dai propri interessi europei.
     
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     Cos  nacquero,  allo  scopo  di  proteggere  costantemente   la
Terrasanta ed i suoi pellegrini, alcuni particolari ordini monastico-
militari, come quelli dei templari, dei cavalieri teutonici  e  degli
ospitalieri di san Giovanni (detti in seguito cavalieri  di  Rodi,  e
poi cavalieri di Malta). Tali ordini, incoraggiati e regolamentati da
Bernardo  da  Chiaravalle,  il  pi  illustre  esponente  dell'ordine
cistercense, erano composti da guerrieri-monaci votati alla  castit,
alla  povert ed alla guerra santa. Furono essi a sostenere  il  peso
maggiore  della guerra pi o meno aperta che si sarebbe protratta  in
Medio Oriente fra cristiani e musulmani per quasi due secoli. La fama
dei  templari, in particolare, crebbe a tal punto che il loro  ordine
riusc ad accumulare, grazie a donazioni e ad appannaggi, ricchezze e
potere tali da suscitare l'avversione e la cupidigia anche del re  di
Francia, Filippo il Bello (1285-1314), che avrebbe spinto il  papa  a
decretarne lo scioglimento.
     Quando  le forze dei cavalieri-monaci, permanentemente insediate
nei territori conquistati, si dimostravano insufficienti ad arrestare
le periodiche controffensive musulmane, essi facevano appello a nuovi
aiuti militari dall'Europa. In questo senso si possono inquadrare  le
ben sette spedizioni crociate che seguirono la prima (1147-1149, 1189-
1192,  1202-1204, 1217-1221, 1227-1229, 1248-1254, 1270), alle  quali
parteciparono  sovrani  francesi (Luigi settimo,  Filippo  secondo  e
Luigi  nono),  inglesi (Riccardo Cuor di Leone) ed imperatori,  quali
Corrado terzo, Federico Barbarossa e Federico secondo.
     Ma sotto l'incalzare delle forze islamiche, spronate alla guerra
santa  contro gli invasori, i domini cristiani, isolati ed indeboliti
dalle rivalit degli alti personaggi convenuti alla difesa, cedettero
uno  alla  volta. Davanti all'avanzata del curdo Salah  ed-Din  Yusuf
(sultano  d'Egitto), definito dai cristiani "il feroce Saladino",  ma
che  si  dimostr  nella  realt  pi tollerante  di  molti  fanatici
crociati, nel 1187 cadde la stessa Gerusalemme.
     Nel  frattempo  l'ardore  e l'efficacia del  movimento  crociato
venivano lentamente spegnendosi.
     La  quarta  crociata, bandita nel 1202 da papa Innocenzo  terzo,
non  arriv neppure a destinazione, ma, su sollecitazione di  Venezia
che  aspirava ad un consolidamento della propria potenza commerciale,
venne dirottata prima a Zara, che fu sottoposta al dominio veneziano,
e  poi  a Costantinopoli. Approfittando delle contese dinastiche  che
fiaccavano  il gi debole impero bizantino, i crociati  occuparono  e
saccheggiarono la citt, nell'aprile del 1204, e quindi si spartirono
il  territorio  dell'impero: un quarto di questo,  denominato  impero
latino d'Oriente, venne assegnato a Baldovino di Fiandra; Venezia e i
maggiori  feudatari  si impadronirono della parte restante.  L'impero
latino  d'Oriente  resistette  finch un  imperatore  greco,  Michele
ottavo Paleologo (1261-1282), non riusc a cacciare gli intrusi.
     Le  successive  crociate,  nonostante  i  nomi  altisonanti  dei
partecipanti, non furono pi in grado di risollevare le sorti,  ormai
compromesse,   del  regno di Gerusalemme, che  venne  definitivamente
riconquistato  dai  musulmani nel 1291,  quando  cadde  San  Giovanni
d'Acri,  l'ultima  piazzaforte cristiana in Oriente.  L'epopea  delle
crociate era tramontata, senza che i conquistatori cristiani  fossero
riusciti  ad  instaurare  in quei territori un  dominio  stabile,  n
tantomeno a consentire una pacifica convivenza fra le diverse culture
e le due religioni monoteiste.
